"Vorrei sapere come mai proprio a me!"
- Eleonora Trinchera

- 20 gen 2023
- Tempo di lettura: 1 min
E’ il must di una conversazione in cui l’obiettivo è scovare il motivo per cui certe cose accadono e soprattutto perché accadono proprio a noi, si comincia a raccontare qualcosa e ad alta voce ci si chiede: “ma perché proprio a me?”.
Non so se chi sta dall’altra parte ad ascoltare può avere una risposta ma non so nemmeno quanto utile sia porsi questa domanda.
Anzi, probabilmente se avessimo una risposta, qualsiasi risposta, porterebbe a porsi altre domande innescando un circolo vizioso poco utile.
Rispondere “dai, stai solo passando un brutto momento, vedrai che passerà!” lo trovo riduttivo e dal mio punto di vista distaccato rispetto al vissuto dell’altro che molto probabilmente in quel frangente sta soffrendo.
Questo momento, il momento che sto vivendo, che sia un periodo buio o una pausa di ritiro, non è altro che un punto all’interno del mio percorso. Mi è utile circoscrivere una determinata fase della mia vita come qualcosa di piccolo all’interno di qualcosa di più grande.
Certo, finché vivo un periodo sereno non mi faccio troppe domande, ma se l’umore è di tutt’altro genere potrebbe essermi utile scegliere di pensare ai momenti più faticosi e difficili come periodi vissuti in cui non c’era una direzione, in cui probabilmente c'era poco significato.
E quel periodo è solo un puntino della mia esperienza.
Perciò la sfida potrebbe essere quella di non chiedersi più il perché qualcosa è successo proprio a me, ma far si che quello che ho vissuto o sto vivendo sia un "evento di apprendimento", un puntino nel mio spazio di esperienza.
Invece che “perché proprio a me?” proverò a chiedermi “cosa posso trarre di utile da questo momento?”.



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